L’arte della memoria, la memoria dell’arte

(Giornale “ROMA” 31 marzo 2011 di Rosario Ruggiero) – Ultimamente inaugurata nei locali della biblioteca della facoltà di architettura la mostra “L’arte della memoria, la memoria dell’arte”, visibile tutti i giorni tranne il sabato e la domenica, dalle 9 alle 17, fino al 6 aprile, di Evan De Vilde (nella foto, particolare di un’opera), napoletano, trentottenne, fondatore dell’archeorealismo formale, “stile la cui poetica si basa sui contrasti estetici e linguistici di oggetti temporalmente distanti come autentici reperti archeologici installati in moderne forme dai materiali moderni e nuovi disegni”, come si legge sull’illustrazione biografica esposta all’ingresso della mostra. Oltre venti lavori che si giovano di antichissimi oggetti, soprattutto documenti scrìtti, da antiche pergamene tibetane ad una croce bizantina del XIII secolo, una pergamena francese del Settecento, il frammento di una Bibbia del 1450 circa, la pagina di un incunabolo, autentici fossili, una moneta celtica del V secolo avanti Cristo ed altro ancora, a cui l’artista applica, sovrappone o affianca elementi della sua creatività realizzati di volta in volta con la tecnica del collage, del mosaico, della tempera, dell’acquarello, o inserendoli in oggetti di design, nel pieno rispetto del reperto che resta sempre integralmente recuperabile. Creatività moderna ed antichissimo valore documentario quindi nella poetica di questo appassionato collezionista d’arte e di materiale archeologico che tra l’altro sarà presente il prossimo dicembre alla Biennale di Firenze con tre opere personali di archeorealismo. Un’iniziativa, questa esposizione, perfettamente aderente alla filosofia della struttura ospitante, come ci spiega il direttore, Generoso Pignaloso, che chiarisce: «Quando dieci anni fa è stata ristrutturata la biblioteca, è stata mia intenzione utilizzare al meglio gli spazi a disposizione, sia per conferenze e presentazioni di libri, che per mostre aperte a tutti, per dare occasione a chiunque di esporre gratuitamente, con l’unica condizione del dono dì un’opera. Così a tutt’oggi numerosi sono stati gli artisti ospitati, nomi già noti o giovani emergenti ma meritevoli. Tra questi, Giuseppe Antonello Leone, Antonio Dentale, Vanni Rinaldi».

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