Il nuovo realismo a Palazzo Gravina

(IL MATTINO – 27 marzo 2011) – Con l’archeorealismo Evan De Vilde, che espone i suoi nuovi lavori nella Biblioteca di Palazzo Gravina,
ricerca un nuovo realismo basato sull’equilibrio estetico di un reperto storico che, attraverso interventi ed
impianti contemporanei, ritrova un fascino particolare. Oggetti archeologici, come vasi Ming, pergamene
tibetane, monete antiche, manoscritti originali del 1500, reperti neolitici e fossili trovano negli assemblaggi
compositivi del giovane artista napoletano nuova vita diventando a secondo sculture e Installazioni di arte
contemporanea. Intitolata «L’arte della memoria, la memoria dell’arte», curata da Antonio Filippetti,
patrocinata dall’Istituto Culturale del Mezzogiornoe dall’Unione Nazionale Scrittori Artisti e dall’Università
Federico II di Napoli, l’esposizione visitabile fino al 31 marzo, intende coniugare, in una società globalizzata
dove tutto avviene ‘ in tempo reale, l’antico con l’attualità perfar riflettere il visitatore sul nostro passato e
la sua contestualizzazione nella contemporaneità. «L’archeorealismo -spiega l’artista- è una filosofia oltre
che una corrente artistica. Il mio archeorealismo, una nuova corrente dell’arte contemporanea, non
snatura l’oggetto antico, non tradisce il senso di cui è portatore, ma sotto certi aspetti lo far rivivere
attualizzandolo, fondendo l’antico con il moderno. È come guardarsi allo specchio e immaginare di non
morire mai attraverso la consapevolezza che tutto scorre in una memoria eterna che consegniamo
continuamente alle future generazioni». Tra le opere più significative merita attenzione «Ming», una
composizione semplice realizzata con un vaso della dinastia Ming databile attorno all’anno 1480 racchiuso
in un bottiglietta di vetro della Coca-Cola: un vero e proprio manifesto della globalizzazione.

Daniela Ricci

Schermata 2014-01-10 alle 15.06.46